ROSSI PERFETTO, LORENZO SARA’ IL NUMERO 2

Italian MotoGP rider Valentino Rossi, of Movistar Yamaha, celebrates on the podium next to teammate, Spanish Jorge Lorenzo (L, second), after winning the Spanish Motorcycling Grand Prix held in Jerez Circuit, southern Spain, on 24 April 2016. EFE/Jose Manuel VidalUna gara perfetta per il 46. Alla Lorenzo, più che alla Valentino, che a 37 anni ha guidato come a 25, ma col vantaggio di una esperienza che gli addolcisce la fatica. I tempi sono lì da vedere, con una partenza che non ricordo così vivace nemmeno ai tempi d’oro. Oggi in MotoGP se perdi un secondo e mezzo al via, te lo porti dietro fino alla fine, talmente è preciso il cronologico di gara. Quei cinque giri in successione ne sono l’esempio: Rossi ha ricamato le stesse linee, frenato al medesimo centimetro dalla curva e aperto il gas in corrispondenza dello stesso grano di asfalto. 1’40”2, bam, bam, per cinque volte, cambiavano solo i centesimi. Non era su un altro pianeta, aveva solo fatto tutto in modo perfetto. Girava 2 decimi, 2 decimi e mezzo più forte del compagno a ogni passaggio, come un martelletto da orologio da polso. E la crisi è arrivata anche per lui, appena due giri dopo Jorge, quando i tempi si sono alzati in 41”, a circa sette giri dalla fine. Con le Michelin è cambiata la strategia di gara, vengono in mente gli anni delle 500, in cui si doveva amministrare il finale per non restare senza gomma. Con le Bridgestone si faceva il giro veloce di gara anche sotto alla bandiera a scacchi, oggi si perde la media di 1 secondo e mezzo tra l’inizio e la fine.
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DAVIES GUIDA COME STONER

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Da bordo pista ci sono due cose che noti subito: la perfezione del pacchetto Kawasaki-Rea e l’aggressività di Chaz Davies sulla Ducati. Guida da mastino, a ogni curva, che sia solo o in bagarre. Chaz mi ricorda Casey Stoner, per la spettacolarità dello stile e per la differenza che sempre di più mette fra sé e i compagni di marca. Certo, l’australiano ha un talento naturale, Chaz si sta “costruendo” per gradi, ma è arrivato e ora è un top rider. Pure la Panigale ne sta facendo di strada, ma sembra che solo un pilota sappia sfruttare ogni piccola evoluzione tecnica del mezzo. E quindi ci sfiora il dubbio, come l’avevamo ai tempi di Stoner sulla Ducati: perché soltanto Davies guida così forte questa bicilindrica ? Le 5 vittorie di questa stagione sono firmate tutte da lui. Prima ad Argon e poi negli ultimi tre round: doppietta in America, trionfo a Sepang e ancora a Jerez, sempre in gara 2, quando le temperature sono più calde. E gli altri ? I calcoli dicono che ogni volta che Chaz vince, rifila da 0,6 secondi al giro (Laguna Seca) a 1,8 (Sepang), al miglior ducatista in classifica, che per altro non è mai sempre lo stesso pilota. Distacchi incredibili. Continua a leggere