DUCATI NON VINCE: COLPA DI CHI ?

Foto Costanza Benvenuti/LaPresse 18-06-2016 Sport Motociclismo- WorldSBK 2016 MOTUL FIM Superbike World Championship - 08. WSBK Pirelli Riviera di Rimini Round - Misano World Circuit Marco Simoncelli nella foto: Chaz Davies - Ducati Panigale R Photo Costanza Benvenuti/LaPresse 2016 18 June Sport - Motociclismo - World SBK 2016 MOTUL FIM Superbike World Championship - 08. WSBK Pirelli Riviera di Rimini Round - Misano World Circuit Marco Simoncelli  in the Photo: Chaz Davies - Ducati Panigale RI due lunghi mesi di pausa prima di correre gli ultimi 4 round, ci consentono di stilare il primo grande vero bilancio della Superbike 2016. Iniziamo dai piloti, perché la domanda è: Rea ha davvero ucciso il campionato come lo scorso anno ? Oggi comanda la classifica con 368 punti; nel 2015, dopo 9 round, era a quota 407. Con la moto nuova e una stagione di rodaggio alle spalle ci attendevamo un salto con l’asta che invece per il campione non c’è stato, perché quei punti che mancano all’appello sono finiti nelle tasche di Sykes, che ne ha 40 in più rispetto alla stagione passata, dimostrando che la Kawasaki ZX-10 R risponde ancora meglio alle esigenze di una guida stop and go come la sua. Uomo da mondiale è anche Davies, a quota 260 punti. Il distacco è pesante, ma allineato ai 263 punti della scorsa stagione ottenuti fin qui. Il limite è davvero della Ducati Panigale ? A giudicare dai risultati è più facile notare quei tre “zeri” (Donington, Misano e Laguna Seca) in cui sono compresi anche gli errori del pilota, che ha battezzato l’asfalto già in Australia dove è scivolato e poi ripartito guadagnando un sesto posto. Chaz potrebbe terminare ogni gara sul gradino più basso del podio senza strafare, ma per stare davanti è costretto a dare quel qualcosa in più che, se la sua Ducati glielo consente, vince con vantaggio (come le doppiette di Argon e Imola, con la media di oltre 4 secondi sul secondo), altrimenti combatte contro l’equilibrio. Sì, perché la sensazione è che la Panigale sia meno facile della Kawasaki quando il pilota deve recuperare da un errore, ma, ad ogni modo, quest’anno la rossa numero 7 ha già vinto quattro volte, una in più rispetto alla scorsa stagione. Continua a leggere

FERMATI GIUGLIANO !

giuglianoAncora una caduta per Davide. L’ennesima. Stavolta ho tremato per lui. Un brutto high-side che l’ha scaraventato in aria al terzo piano per poi rimbalzare nella ghiaia come un pupazzo di pezza. Un tempo interminabile in volo e il rischio di spezzarsi l’osso del collo. Ma stavolta mi rifiuto di pensare soltanto che “sono i rischi del mestiere”. Davide piace per il suo talento e la sua generosità di guida, ma ora, chi gli è vicino, deve davvero fare qualcosa per lui, per la sua vita. La mia non è una stoccata al pilota che cade troppo, non è una fredda critica di chi deve dare un 3 in pagella, ma una preoccupazione da fratello più grande, da padre, da motociclista ancora oggi sofferente per la perdita di due vite, quelle di Bernat Martinez e di Daniel Rivas, piloti della superbike americana morti ieri a Laguna Seca. Una sirena d’allarme che oggi va suonata per il bene di un ragazzo di 24 anni e va fermato prima che davvero si faccia del male. Fermato per riflettere, per fare un passo indietro dal confine dei limiti, per imparare ad accontentarsi, per accettarsi così come la natura l’ha fatto, vincente o meno, sfruttando al meglio il talento che ha, guardandosi serenamente allo specchio. Continua a leggere