CHI VINCE HA SEMPRE RAGIONE

Spanish rider Jorge Lorenzo of Movistar Yamaha MotoGP celebrates on the podium on March 20, 2016 after winning the Qatar Grand Prix at the Losail International Circuit in the capital Doha. / AFP / KARIM JAAFARPoche ore prima della corsa, Jorge Lorenzo sembrava essere finito nella morsa mediatica di Valentino Rossi, come ad azzerare quel controllo voluto e mostrato poche settimane fa durante la presentazione ufficiale del team. Ad ogni attacco sono arrivate risposte controllate da parte del maiorchino. L’ultima stoccata di Vale allo spagnolo è suonata così: “Per andare in Ducati ci vogliono le palle, per questo resterà in Yamaha”, anche se di Lorenzo tutto si può dire, eccetto che non abbia gli attributi. Se non ci andrà sarà perché avrà fatto le opportune valutazioni, sfruttando l’esperienza proprio di chi ne è uscito sconfitto dall’avventura in Ducati. Una provocazione forte a cui Rossi si sarebbe aspettato di dare uno scossone alla scarsa capacità di comunicazione del compagno, che invece ha reagito imprevedibilmente senza “fare danni” e rispondendo nel migliore dei modi, cioè in pista, asfaltando gli avversari. Non gli riusciva dal 2013, disputando la gara più veloce di sempre, migliorando il tempo totale di gara di 7 secondi rispetto lo scorso anno, dove le certezze tecniche erano al top. Stavolta in Qatar ogni pilota ha dovuto combattere contro un pacchetto tutto da scoprire, pneumatici ed elettronica da perfezionare, con l’incognita della tenuta delle Michelin sul finale di gara. Continua a leggere

LA NUOVA M1 MODELLATA SU ROSSI

2Nell’attesa di vedere le moto in azione, diventa interessante anche solo osservare due belle immagini statiche di Rossi e Lorenzo in posizione aerodinamica. Sono gli scatti del bravo Gigi Soldano, non offrono l’identica prospettiva, ma si somigliano. Incuriosiscono e suggeriscono spunti interessanti, seppur le moto potrebbero non essere definitive. Una chiacchiera d’inverno, insomma, tanto per tenere i “motori caldi” e solleticare ipotesi e curiosità. La prima, macro differenza fra le due foto, riguarda indubbiamente la misura dei piloti. Fra Valentino e Jorge ci sono oltre 10 centimetri di differenza, e tant’è: Rossi sembra “riempire” meglio la sua Yamaha rispetto a un Lorenzo che pare addirittura più piccolo del solito, quasi sproporzionato, come un bambino sulla moto di papà. Non lo ricordavo così poco armonico sulle forme della M1, e il sospetto di una moto 2016 più grande e ospitale mi ha spinto a frugare nel web, dove ho trovato le immagini degli ultimi due anni, sia di Vale che di Jorge, nella medesima posizione aerodinamica. In effetti l’inserimento del pilota spagnolo nel 2014 e 2015 era calibrato al millimetro e non avanzava un solo centimetro dietro a sé. Che fosse solo più arretrato sulla sella ? Penso di no, rispetto all’immagine attuale, la distanza fra gomiti e ginocchia, e quella fra ginocchia e telaio, è praticamente identica. A sostenere la tesi che mi porta a pensare a una moto più spaziosa, c’è un Rossi più sacrificato nelle immagini di queste ultime due stagioni, con i gomiti che addirittura sormontavano di poco le ginocchia e il sedere appiccicato al codone. Oggi, sulla sua M1, è bello come un faraone egizio, spalmato per il lungo senza interferenze, impedimenti o costrizioni di alcun genere e, anzi, dietro a sé c’è addirittura margine per arretrate. Continua a leggere

SE L’IMMAGINE DEL PILOTA CROLLA…

foto IPP/guidetti Marco  Valencia 07-11-2015  Motociclismo Motomondiale  gran premio GP della comunita' valenciana classe motoGP - qualifiche  nella foto : Marc marquez (Honda)Con Eicma e le sue novità ad accendere il 2016, sorge il dubbio che la “brutta” MotoGP appena conclusa possa avere cattive influenze sul mercato, ma sarà davvero così ? Il web offre i primi segnali, Marquez e Honda fra le critiche di chi giura che non comprerà prodotti con i marchi riconducibili al pilota spagnolo, ma intanto è Lorenzo il primo a perdere lo sponsor Sector. Quanto la MotoGP influisca nelle vendite e cosa accade se l’immagine di un pilota o di una casa crolla, ce lo spiegano alcuni rappresentanti del mondo delle due ruote. Con pareri contrastanti.

Carlo Fiorani (Responsabile Racing), Honda Europa: “Le corse non fanno vendere di più o per lo meno non in modo significativo. Le corse danno sicuramente  un’immagine sportiva all’azienda  a cui deve poi corrispondere un prodotto commerciale che conquisti il cliente in termini di prezzo, look, affidabilità, prestazioni, assistenza e tenuta dell’usato nel mercato. Ad esempio, se andiamo a vedere gli anni migliori nelle vendite Ferrari non corrispondono agli anni vittoriosi in F1. Al contrario ad alcune Case motociclistiche, la vittoria non ha portato grandi benefici perchè il prodotto non era all’altezza delle aspettative del mercato. E’ vero invece che per alcune aziende le corse sono assolutamente  necessarie per mantenere il mercato poichè fanno parte  del loro DNA, Honda è una di queste e siamo l’unica azienda al mondo  che partecipa a tutti i campionati più importanti, dalla F1 alla MotoGP, dal Trial alla WSBK passando per tutti i livelli e le classi, sia nelle quattro che nelle due ruote. Continua a leggere