LUCAS MAHIAS: SE QUESTO E’ UN UOMO

In pista vale la regola opposta al codice stradale e se un pilota cade può intervenire solo il personale medico, a chiunque altro è vietato prestare soccorso. In quei momenti distingui però i piloti più “uomini” di altri. Perché casco, tuta e talento non dovrebbero trasformare le persone. Quell’indifferenza che ha provato Lucas Mahias dopo aver travolto e colpito alla testa Federico Caricasulo in Supersport, rimasto a terra esanime, è stata un’immagine cattiva come non si era mai vista. Forse chi era davanti alla TV si sarebbe aspettato un piccolo gesto provocato dalla preoccupazione di aver comunque fatto male a una persona, forse uccisa, perché quelle sono le dinamiche peggiori per chi cade in moto. Il francese aveva grandi quantità di adrenalina in circolazione che lo portavano alla furia per ciò che la sfortuna gli aveva riservato; con il compagno di squadra a un metro da sé, steso nell’erba come un pupazzo privo di anima, non uno sguardo, non un briciolo di sentimento umano, anche solo per capire se Federico fosse vivo. Due secondi soltanto, prima di ripartire sulla sua moto, avrebbe dovuto dedicarglieli. Credo ci siano momenti nello sport in cui bisogna essere capaci di riconoscere i valori della vita prima ancora di quelli di una gara e di un mondiale. Perché se a 28 anni non si ha la maturità per farlo, si può diventare campioni, ma non numeri uno. Continua a leggere