ROSSI, LORENZO E IL “CAVALIER SERVENTE”

Movistar Yamaha's Spanish rider Jorge Lorenzo (L) and Repsol Honda's Spanish rider Marc Marquez ride during the MotoGP motorcycling race at the Valencia Grand Prix at Ricardo Tormo racetrack in Cheste, near Valencia on November 8, 2015.    AFP PHOTO / JAVIER SORIANOTroppo alta la posta in palio perché Valencia possa offrire un’interpretazione sportiva a senso unico. Il duello Rossi-Lorenzo è diventato ben presto Italia-Spagna e di “cavalier servente” se n’è visto più d’uno. Certo, ogni servitore ha avuto una posizione strategica più o meno influente, ci avranno pur maledetto gli spagnoli per la collaborazione che Pirro, Petrucci, Dovizioso hanno offerto a Rossi aprendo portoni e cancelli alla sua rimonta, una generosità prevista pure dalle intenzioni di Iannone, dichiarando pubblicamente l’alleanza al 46 dopo Sepang. In questo confronto il nostro generale Valentino e la sua squadra di piloti alleati hanno perso contro la Spagna. Fa effetto parlare di gioco di squadra in uno sport individuale come il motociclismo, ma credo che Rossi e Marquez, pur distanti nell’età e nell’esperienza, siano gli unici a governare il palcoscenico della MotoGP per forte personalità, attributi, capacità comunicativa e simpatia, oltre ad essere maestri dello spettacolo in pista e grandi campioni. Al punto che Lorenzo, pur vincente, non entra in gioco in questo show esplosivo dedicato ai più forti. Continua a leggere

ROSSI “GIOCA” COME A 14 ANNI

Movistar Yamaha MotoGP rider Valentino Rossi of Italy rides his bike during a warm-up session before the MotoGP Japanese Grand Prix in Motegi, Tochigi prefecture on October 11, 2015. AFP PHOTO / KAZUHIRO NOGIPer riuscire bene in un mestiere come quello del pilota, occorre sapersi divertire, senza mai perdere di vista il piacere derivato dalla guida. Al contrario, un’accentuata aspettativa nei risultati porta solo sofferenza, perchè in carriera sono più le sconfitte delle vittorie. Penso quindi alla nuova serenità di Pedrosa, conquistata nel momento in cui non aveva più niente da perdere, arrivando forse a un passo dal ritiro per problemi fisici: eccolo tornato quel talento che era in 125 e 250. Penso a tutti quei piloti che, una volta inseriti nella squadra ufficiale, si sono persi per strada, un po’ come Ben Spies, provocandosi una pressione eccessiva che li teneva lontani dal piacere di guidare la moto. Quelli che mettono il risultato davanti a tutto, prima ancora del gioco e del divertimento che offre uno sport come il motociclismo, sono soggetti più fragili, con una carriera che si accorcia in proporzione alla pressione sofferta. Penso a Manuel Poggiali e a Casey Stoner, ma di esempi ce ne sono, ahimé, anche fra gli esordienti. Non mi sorprendo che Lorenzo, cioé il pilota attualmente più veloce della MotoGP, stia in realtà patendo il suo compagno rivale. Il suo difetto ? Non digerire la sconfitta. Continua a leggere