“TROPPO INTELLIGENTI PER FARE I PILOTI”

Quella frase l’ho spesso sentita pronunciare dai meccanici più anziani, una volta crudi nelle maniere e spietati nel giudicare. Un pilota troppo educato e per bene, con la propensione agli studi, non avrebbe mai fatto carriera secondo loro; bastava uno sguardo per riconoscere il volto pulito e gli occhi onesti di uno che non sarebbe mai stato un fenomeno sulla moto. Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma forse quella dose di “ignoranza” un pilota la deve possedere per arrivare in alto. Anche se, oggigiorno, i più giovani sono tutte persone a posto, mica come una volta, quando tanti ragazzi arrivavano dalla strada, scaltri e un po’ figli di buona donna. In questi ultimi dieci giorni, sorprendendo il paddock, si sono ritirati dalle corse due promesse del motociclismo. Il primo è lo spagnolo Juanfran Guevara, 22 anni, di Lorca, in Moto3 dal 2012 e il podio al Mugello proprio nella sua ultima stagione. Si dedicherà, oltre all’università, al mondo dell’impresa, ma la sua scelta ha pure l’intento di recuperare il tempo trascorso lontano da famiglia e amici. Ha faticato ad integrarsi col suo mondo, quello delle moto, che non ritiene “pulito” come quel paesino di 300 anime in cui è cresciuto. L’altro ritiro riguarda l’italiano Marco Faccani, 23 anni, di Ravenna, campione europeo della Superstock 600 nel 2014, con 5 vittorie su 7 gare, e il trionfo la scorsa stagione a Misano con la BMW Stock1000 del Team Althea. La sensazione è di trovarsi di fronte a due ragazzi speciali, più maturi di quel che generalmente si è alla loro età. Un eccesso di consapevolezza che li ha portati a fare scelte da grandi e lo capisco anche dalla determinazione con cui Marco mi spiega le cose al telefono: Continua a leggere