YAMAHA SI SCUSA COI PILOTI, MA PERCHE’ ?

Da una parte è questione di cultura: è capitato che in Giappone si scusassero pubblicamente per 20 secondi di anticipo con cui partì il treno dalla stazione (!), oppure per 3 minuti con cui un dipendente statale prolungò la pausa pranzo, “rubando” tempo al lavoro. Per noi è assurdo è lo è stato anche il GP di Austria quando i piloti Yamaha hanno ricevuto le scuse pubbliche di Kouji Tsuya, il capo progetto della M1 MotoGP. Una scena mai vista nel motociclismo. Chissà che faccia avranno fatto Furusawa (Yamaha) o Nakamoto (Honda), per citare due ex autorevoli, oppure Dall’Igna (Ducati) o Albesiano (Aprilia). Interpreto il “mea culpa” di Yamaha come risposta alla delusione di un ingombrantissimo Valentino Rossi che sembra percepire scarsa fiducia dal Giappone: “il problema è chiaro, lo sto esponendo da tempo, bisogna vedere se poi mi credono”, aveva dichiarato. Si riferiva al funzionamento della nuova centralina Marelli. Sarebbe folle mettere in discussione le indicazioni di Valentino: è un pilota con esperienza unica e conosce l’evoluzione dinamica della moto meglio degli ingegneri. C’è chi sostiene che la M1 abbia perso competitività con la fuga di Lorenzo. Ho contattato un tecnico (preferisce restare anonimo, ndr) che ha lavorato con Jorge per approfondire la questione: “Era un pilota nella media della MotoGP: ti raccontava le sue sensazioni e noi tecnici dovevamo trovare le origini delle difficoltà per cercare la soluzione. Uno come Rossi invece era in grado di fare la fotografia al problema”. Continua a leggere

BRIVIO: “VINALES TRA I MAGNIFICI TRE”

12Se lo dice lui bisogna credergli. Il team manager della Suzuki è una delle persone più esperte ed intelligenti della MotoGP. Quello che mi ha sempre colpito di Davide Brivio è la capacità di muoversi con modestia, delicatezza e prudenza nell’ingombrante paddock della massima serie. Oggi, con Vinales, tutto il team sale sul gradino più alto del podio. Quale sia oggi il livello della Suzuki è presto detto: “Quest’anno abbiamo fatto un grande passo avanti col motore – risponde Brivio – grazie al cambio seamless ed aumentando le prestazioni. Ora possiamo paragonarci a Honda e Yamaha, la velocità massima e l’accelerazione è buona su tutte le piste; ovviamente le prestazioni di Ducati restano ancora lontane”. Ci sono due tracciati dove però la Suzuki è andata forte anche nel 2015: Le Mans, confermato anche quest’anno dal terzo posto di Vinales, e Australia, dove Maverick ha incassato il minor distacco della stagione, con meno di 7 secondi e un sesto posto: “Phillip Island è una pista favorevole, ma sono sicuro che da qui alla fine dell’anno ci toglieremo altre soddisfazioni. Silverstone è una pista complessa, abbiamo superato una prova importante”. Qual è il punto di forza della vostra moto ? “Sicuramente il telaio. Era già ottimo lo scorso anno e credo sia da sempre la nostra carta vincente. La Suzuki è formidabile in inserimento di curva, maneggevolezza, frenata”. Cosa manca ancora per essere al 100%? “Ci manca un po’ di esperienza con l’elettronica, che rimane l’area su cui lavorare principalmente, nonostante continuiamo a progredire a grandi passi”. Quanto è grande la Suzuki delle corse ? “Suzuki è una importante azienda, ma che dedica davvero pochissime risorse umane al reparto corse, forse in questo senso siamo i più piccoli tra le case impegnate in MotoGP e la vittoria di domenica valorizza ancor di più il nostro lavoro”. Cosa vi è mancato per trattenere Vinales il prossimo anno, forse il budget ? “In realtà non abbiamo mai avuto problemi in questo senso, non è mai mancato nulla nella nostra organizzazione, il problema è un altro. In Qatar, cioè alla prima gara, è iniziata la trattativa tra Vinales e la Yamaha, non abbiamo quindi avuto il tempo materiale di dimostrare quale era il livello della nostra moto quest’anno… Ci lusinga che Maverick abbia comunque impiegato alcuni mesi per decidere fra noi e loro, anche se alla fine ha scelto di salire su una moto già vincente”. La differenza la sta facendo il pilota spagnolo, che ha più del doppio dei punti in classifica rispetto al compagno di squadra. Che tipo è Vinales? “E’ un ragazzo tranquillo, timido e riservato. La sua intelligenza la usa anche in pista. E’ sportivamente ambizioso, lui vuole solo vincere”. Continua a leggere