SBK 2019: E LA TV ?

Col Qatar si abbassa la saracinesca: il campionato è chiuso e i diritti TV scaduti. Mediaset ha raccontato le gare delle derivate di serie per sei anni, e l’ha fatto con tutte le classi: dalle Stock, ora definitivamente scomparse, alla neonata Supersport 300, che si è aggiunta alle storiche 600 e Superbike. Di quattrini ne ha investiti parecchi: circa 1 milione e mezzo all’anno per i diritti, più altrettanti (su per giù) per muovere un carrozzone di circa 40 persone, che ha consentito di avere una squadra operativa per più di 12 ore di diretta a week end, in chiaro e senza costi per gli appassionati. Aggiungo: l’unica televisione al mondo (al mondo !) presente nel paddock con un servizio di integrazione (inviati, telecamere, ecc.) per quasi tutti questi sei anni. Investimenti del genere non ne ha mai fatti nessuno nella storia del campionato. L’orario delle 13.00, quello del via della SBK, ha sempre garantito le gare su Italia Uno; in tutte le gare extra europee, oltre a Donington e Portimao, le manches sono state trasmesse da Italia Due: l’orario del via, inadeguato alle necessità televisive, è sempre stato critico per gli ascolti, e il palinsesto dei canali, che deve rispettare determinati numeri di audience, ha dovuto ripiegare su reti meno forti. Continua a leggere

SBK, ULTIMO ANNO A MEDIASET E FINE DI UN CICLO. ECCO CHI HA PORTATO LE GARE IN TV

Quest’anno sarà per Mediaset la diciassettesima stagione di gare e anche l’ultima sulla carta. E’ passato tanto tempo dal debutto su Italia 1 del Motomondiale quando, nel 2002, commentavano Guido Meda e Loris Reggiani. Quasi vent’anni di avvicendamenti, di divertimento e di passione, con la Superbike arrivata nel 2013. Fra entranti e uscenti dal team di lavoro, c’è chi non si è mai mosso e riveste il ruolo aziendale più strategico del gruppo. Si chiama Fabio Pravettoni, è responsabile della struttura produttiva, tratta i budget e si interfaccia con Dorna. Un uomo televisivamente “invisibile”, ma nella posizione chiave: ha la personalità vulcanica, macina idee, costruisce progetti e si definisce prima di tutto appassionato motociclista; è il perfetto traduttore di sogni per la tivù. Guida una KTM 1190 con grande euforia, salvo poi rimettere la testa sul lavoro consapevole e dispiaciuto che il lungo ciclo delle moto su Italia 1 potrebbe terminare per sempre. “Potrebbe, ma speriamo di no”, è la risposta di Pravettoni. Le difficoltà con Dorna però ci sono… “Ho avuto la fortuna di collaborare con persone straordinarie, oggi amiche, come Carmelo Ezpeleta, Manel Arrojo, Giovanni Pipia, Sergi Sendra. Sono complici dei grandi risultati ottenuti dalla nostra azienda, autori di un lavoro concreto e dotati della sensibilità adeguata per capire come muoversi tra due grandi macchine come Dorna e Mediaset. I miei interlocutori, passando in Superbike, sono cambiati e ho incontrato maggiori difficoltà a valorizzare un prodotto che abbiamo tentato di rianimare. Sul piano della collaborazione abbiamo sicuramente sofferto”. Continua a leggere

DUCATI NON VINCE: COLPA DI CHI ?

Foto Costanza Benvenuti/LaPresse 18-06-2016 Sport Motociclismo- WorldSBK 2016 MOTUL FIM Superbike World Championship - 08. WSBK Pirelli Riviera di Rimini Round - Misano World Circuit Marco Simoncelli nella foto: Chaz Davies - Ducati Panigale R Photo Costanza Benvenuti/LaPresse 2016 18 June Sport - Motociclismo - World SBK 2016 MOTUL FIM Superbike World Championship - 08. WSBK Pirelli Riviera di Rimini Round - Misano World Circuit Marco Simoncelli  in the Photo: Chaz Davies - Ducati Panigale RI due lunghi mesi di pausa prima di correre gli ultimi 4 round, ci consentono di stilare il primo grande vero bilancio della Superbike 2016. Iniziamo dai piloti, perché la domanda è: Rea ha davvero ucciso il campionato come lo scorso anno ? Oggi comanda la classifica con 368 punti; nel 2015, dopo 9 round, era a quota 407. Con la moto nuova e una stagione di rodaggio alle spalle ci attendevamo un salto con l’asta che invece per il campione non c’è stato, perché quei punti che mancano all’appello sono finiti nelle tasche di Sykes, che ne ha 40 in più rispetto alla stagione passata, dimostrando che la Kawasaki ZX-10 R risponde ancora meglio alle esigenze di una guida stop and go come la sua. Uomo da mondiale è anche Davies, a quota 260 punti. Il distacco è pesante, ma allineato ai 263 punti della scorsa stagione ottenuti fin qui. Il limite è davvero della Ducati Panigale ? A giudicare dai risultati è più facile notare quei tre “zeri” (Donington, Misano e Laguna Seca) in cui sono compresi anche gli errori del pilota, che ha battezzato l’asfalto già in Australia dove è scivolato e poi ripartito guadagnando un sesto posto. Chaz potrebbe terminare ogni gara sul gradino più basso del podio senza strafare, ma per stare davanti è costretto a dare quel qualcosa in più che, se la sua Ducati glielo consente, vince con vantaggio (come le doppiette di Argon e Imola, con la media di oltre 4 secondi sul secondo), altrimenti combatte contro l’equilibrio. Sì, perché la sensazione è che la Panigale sia meno facile della Kawasaki quando il pilota deve recuperare da un errore, ma, ad ogni modo, quest’anno la rossa numero 7 ha già vinto quattro volte, una in più rispetto alla scorsa stagione. Continua a leggere