UNA DOMENICA A DUE FACCE

Mentre domenica annullavano le gare di Silverstone, ero al Mugello a guardare centinaia di piloti amatori correre. Passano gli anni, ma una cosa è chiara: noi motociclisti abbiamo storicamente le “pezze al sedere”, siamo la classe povera dei motori, quelli che ci siamo appassionati alle due ruote senza avere i soldi per comprare il motorino, iniziando a correre con la marmitta tenuta su col filo di ferro e i ricambi raccattati quá e lá, con scambi di favore. Siamo quelli che non si fanno problemi a dormire nel box, sulla brandina, o in auto, per usare poi i bagni pubblici del paddock, a volte così sporchi da costringerti a lavarti alle 6 del mattino, quando sono ancora “bianchi” e fa un freddo cane, perché ad Assen o a Donington non trovi più di 6-7 gradi. E quando mi capita di farlo ancora in qualche occasione del mondiale Superbike, ne incontro per così di gente, perché queste sono le nostre radici: siamo una classe umile. Domenica ho visto correre quel campionato a cui non si dà mai abbastanza importanza: quello dei piloti disabili, coi quali spesso ci complimentiamo, ma più per “doveri sociali” che per onestà. Continua a leggere