IL RITIRO DI ROSSI E’ LONTANO, CHE SI DIVERTA PER ALTRI 10 ANNI

La fase più critica e delicata di un’atleta è quella in cui arriva il momento di annunciare il ritiro dalle competizioni. Quest’anno l’ha fatto Usain Bolt, forse il più grande velocista della storia dell’atletica mondiale e, con effetto sorpresa, l’ha seguito nel nuoto anche Filippo Magnini, il miglior centometrista italiano nello stile libero. Lui, a differenza del giamaicano, non aveva programmato pubblicamente l’annuncio ed è arrivato l’altro ieri come un fulmine a ciel sereno nel corso di una gara nazionale. Due atleti over 30, entrambi che hanno detto stop con apparente serenità e convinzione, avendo maturato probabilmente da tempo la decisione di lasciare l’agonismo. Ed ora più che mai la stampa sembra concentrata su Valentino Rossi, che a febbraio ne compirà 39 di anni e che ieri ha vinto per la sesta volta il Rally di Monza. La sensazione è che lui non sia ancora entrato nella fase di profonda riflessione e introspezione, quella in cui sei spinto dai primi segnali di stanchezza e di inadeguatezza per ciò che fai: basti vedere come ha reagito alla recente frattura della gamba con l’enduro per comprendere l’entusiasmo che ancora prova a correre in moto. La passione per il suo lavoro è quasi malattia, un amore viscerale, come molti di noi ex sedicenni abbiamo nutrito ai tempi delle 125. Continua a leggere