DALL’INDONESIA IL PERICOLO DEGLI SCARICHI “FAKE”

Il mondo delle corse punta moltissimo sui paesi asiatici e arricchisce suo malgrado il mercato delle contraffazioni, che dopo aver riguardato le imitazioni dei caschi, delle minimoto o dell’abbigliamento tecnico, intensifica la “copia” delle componenti tecniche. Tutta merce che nasce dai mercati del sud est asiatico, in particolare in Indonesia dove c’è un quartiere, quello di Purbalingga, in cui tante società artigianali (senza ragione sociale) si sono specializzate a realizzare la replica degli scarichi delle moto da corsa…contraffatti: ne circolano oltre mezzo milione, un’infinità. Capirete che è molto diverso che acquistare l’imitazione di un paio di Nike, di Ray-Ban o di un Rolex: nel caso dei terminali di scarico, sono l’affidabilità e la sicurezza ad essere colpite. “La prima volta ci è stato segnalato da un turista italiano a Bangkok che aveva notato moltissimi scooter 150 a tre marce, dove là c’è un mercato attivissimo, equipaggiati con scarichi col nostro marchio e che ovviamente noi non produciamo. Ora il mercato si sta orientando verso le mille supersportive e anche in Europa arrivano le prime imitazioni”. E’ la denuncia di Stefano Lavazza e Marco De Rossi, proprietari della SC-Project, una delle maggiori aziende italiane produttrici di scarichi per moto da competizione e stradali, che ci aiutano a capire quali sono i rischi che si corrono acquistando un “fake”. Riguardano i marchi più affermati nel mondo delle corse, come anche Akrapovic e Arrow presenti in MotoGP e Superbike, seppur l’ispirazione più forte giunga da Moto2, Moto3 e Supersport 600, categorie giudicate interessanti perché alla portata dei piloti locali per uno sport in fase di espansione. Continua a leggere

PATON, RITORNO AL MONDIALE: NEL 2018 LA MOTO2

E’ l’ultima e storica realtà artigianale del motociclismo italiano, e oggi Paton torna in campo con serie ambizioni: correre in Moto2 e vincere il Tourist Trophy. Ovviamente con le moto rigorosamente verdi, come erano una volta. La Paton venne fondata nel 1958 da Giuseppe Pattoni, detto Pep, e Lino Tonti (da cui deriva appunto il nome Paton, ndr). La passione era per le moto da corsa e la velocità, prima utilizzando motori a 4 tempi, poi a 2 e, adesso, nuovamente a 4, ma sfruttando ciò che già esiste sul mercato: Honda CBR 600 per la Moto2, Kawasaki ER-6 per la bicilindrica che correrà all’isola di Man. Roberto Pattoni (figlio di Giuseppe, ndr) rimane il “capo officina” di una squadra di collaboratori storici: Paolo Biraghi, per la logistica, Andrea Realini, il tecnico sopraffino, e l’esperto telaista Claudio Colombo, che da oltre 30 anni sviluppa e realizza i telai Paton da competizione. Oggi per loro, per questo piccolo gruppo di appassionati, è tornato il momento di fare sul serio come un tempo, perché, dice Pattoni: “Mi sembra di essere tornato ragazzo, con l’entusiasmo di chi sogna…”. Il merito è di SC-Project che ha rilevato l’intera società, un colosso italiano che produce scarichi sia di serie che da corsa, all’interno di un nuovissimo e tecnologico stabilimento nel piccolo paese di Cassinetta di Lugagnano, alle porte di Milano, dove occupa praticamente metà del territorio del comune…Quest’anno i loro impianti caratterizzeranno anche il suono delle Honda ufficiali di Marquez e di Pedrosa. Continua a leggere

LA SUPERBIKE “APRE” GLI SCARICHI

spiegaSi passerà da 107 a 115 db. Gli specialisti dei tubi di scarico assicurano che il sound assomiglierà molto più alla MotoGP. Il motore deve “cantare”. Potenza e carattere si esprimono al meglio con gli scarichi aperti. Ma la “marmitta” racing quali vantaggi offre ? Teniamo conto che, una cosa è cambiare l’impianto completo, un altro è sostituire solo l’elemento finale. E comunque non è sempre festa… Alcuni anni fa, in una comparativa di soli terminali di scarico dedicati a una originalissima Honda CBR 600, su dieci terminali provati al banco, dove ogni costruttore assicurava di poter montare il proprio “tubo” sulla moto di serie senza adeguare la carburazione, soltanto uno dava 1 cv in più di potenza dell’originale, mentre molti perdevano dai 5 ai 7 cv. Era l’epopea degli artigiani. Oggi, nel paddock di MotoGP e Superbike, rimangono sul ring due pesi massimi: il colosso slavo Akrapovic, che vorrebbe monopolizzare le corse, e l’italianissima SC-Project, campione del mondo Moto2 e vice campione in Supersport. Davide contro Golia. Perchè nel paddock si dice che la nota e plurititolata ditta dell’Est Europa abbia beneficiato di parecchi milioni di euro ricevuti dal governo sloveno tramite la Comunità Europea. In Slovenia, Akrapovic è una delle principali aziende a livello nazionale. Un duro confronto anche su piano fiscale. “Noi puntiamo sul Made in Italy, sulla qualità e sul design dei nostri prodotti, sulla presenza in massa nei maggiori campionati del mondo come MotoGP, Moto2, Moto3, SBK e Supersport: è la nostra forza. E il prossimo anno saremo fornitori ufficiali di MV Agusta Reparto Corse Superbike e Supersport”, dicono Stefano Lavazza e Marco De Rossi, titolari della ditta milanese SC-Project. Continua a leggere

SE L’IMMAGINE DEL PILOTA CROLLA…

foto IPP/guidetti Marco  Valencia 07-11-2015  Motociclismo Motomondiale  gran premio GP della comunita' valenciana classe motoGP - qualifiche  nella foto : Marc marquez (Honda)Con Eicma e le sue novità ad accendere il 2016, sorge il dubbio che la “brutta” MotoGP appena conclusa possa avere cattive influenze sul mercato, ma sarà davvero così ? Il web offre i primi segnali, Marquez e Honda fra le critiche di chi giura che non comprerà prodotti con i marchi riconducibili al pilota spagnolo, ma intanto è Lorenzo il primo a perdere lo sponsor Sector. Quanto la MotoGP influisca nelle vendite e cosa accade se l’immagine di un pilota o di una casa crolla, ce lo spiegano alcuni rappresentanti del mondo delle due ruote. Con pareri contrastanti.

Carlo Fiorani (Responsabile Racing), Honda Europa: “Le corse non fanno vendere di più o per lo meno non in modo significativo. Le corse danno sicuramente  un’immagine sportiva all’azienda  a cui deve poi corrispondere un prodotto commerciale che conquisti il cliente in termini di prezzo, look, affidabilità, prestazioni, assistenza e tenuta dell’usato nel mercato. Ad esempio, se andiamo a vedere gli anni migliori nelle vendite Ferrari non corrispondono agli anni vittoriosi in F1. Al contrario ad alcune Case motociclistiche, la vittoria non ha portato grandi benefici perchè il prodotto non era all’altezza delle aspettative del mercato. E’ vero invece che per alcune aziende le corse sono assolutamente  necessarie per mantenere il mercato poichè fanno parte  del loro DNA, Honda è una di queste e siamo l’unica azienda al mondo  che partecipa a tutti i campionati più importanti, dalla F1 alla MotoGP, dal Trial alla WSBK passando per tutti i livelli e le classi, sia nelle quattro che nelle due ruote. Continua a leggere