ULTIMI, PUR DI CORRERE IN MOTOGP

La MotoGP è l’obiettivo di tutti i piloti, anche a costo di arrivare dietro; le altre classi contano solo per mettersi in luce. Chi non ce la fa, per talento e opportunità, rischia il pericoloso down. E’ purtroppo la mentalità con cui crescono molti ragazzi ed è così in tutti gli sport: giusto aspirare alla massima categoria, ma bisognerebbe dimostrare, prima di tutto a sé stessi, di meritarsi la promozione in serie A. Nelle moto, oggi il vero buon esempio è Zarco: due titoli in Moto2, e guardate ora dov’é. Perché anche “comprare” l’ingresso in MotoGP portando in dote gli sponsor non significa essere bravi. Si rischia di fare cosa poi, ultimi o penultimi ? E con quale prospettiva di crescita ? Penso quindi al 2017 di Baz, Rabat, Abraham e Lowes tutti bravi piloti che in altre classi avrebbero trovato buone moto e lottato per il podio, ma che invece quella benedetta MotoGP li ha annullati fino a diventare comparse. Lo scorso anno si è “bruciato” anche Van der Mark, troppo focalizzato sulla Yamaha M1 e poi deludente in Superbike; il rischio è che anche oggi non abbia la completa serenità, perché in ballo c’è il famoso posto last minute nel Team Tech3 lasciato da Folger. Una sella libera e tanti piloti a contenderla, a costo di far saltare qualunque contratto. Continua a leggere

NON TOGLIETECI I SORPASSI !

Immagine1Assen, ultima variante: quando ti giochi la volata finale, sai che il pilota dietro proverà a passarti. E’ successo anche ad Haslam, beffato da un’incontenibile Van Der Mark che la direzione gara ha deciso però di penalizzarlo con 1 punto sulla licenza; nella gara successiva al 4° ammonimento, l’olandese partirà dall’ultima fila. Mi dicono non si sia visto il sorpasso in televisione, io però ero lì, a bordo pista. La manovra, a parer mio, non è stata né pericolosa, né azzardata, ma studiata e calibrata al millimetro: Haslam stava impostando l’ingresso a destra, ma Michael ha fatto scorrere la sua Honda, allentando per un attimo la presa sul freno, andando a inserire la sua ruota anteriore a metà Aprilia, prima che Leon potesse guadagnare il punto di corda interno. In quella “esse” la traiettoria è una soltanto: l’ha infilata Michael per primo e non ha mai perso la precisione del binario né in percorrenza e nemmeno in uscita, da grande maestro. Ad Haslam non è rimasto che rialzare la sua RSV e cercare lo spazio di fuga, perché in due, lì dentro, non si passa. Nessun diverbio fra i piloti, anzi: Haslam, che non è di primo pelo, ha accettato la manovra subìta da gran cavaliere, perché queste sono le corse in moto. La direzione gara però non è stata d’accordo e sorpassi come questi sono ritenuti pericolosi. Continua a leggere