SUPERSPORT 300: TUTTI PRESI PER IL NASO

A distanza di un anno torno sulla 300, intanto per applaudire il successo di Ana Carrasco: che brava ! Però mi domando se come è impostata oggi la categoria abbia davvero un senso. Mondiale 300 Supersport: questa è la titolazione. La Yamaha è 321 cc, Kawasaki 399 cc, KTM 373 cc, Honda 471 cc. Di fatto la correzione del rapporto tra numero di giri e cilindrata per livellare le potenze dei quattro modelli non è ancora stata definita da inizio anno e c’è chi vorrebbe chiedere l’annullamento delle tre tappe per la mancata stabilità del regolamento. Che poi riguarda anche i pesi: alla Kawa prima aggiungono 12 kg di zavorra, poi gliene tolgono 10; alla “kappa” ridanno 500 giri dopo le qualifiche di Imola… Mi pare una classe sperimentale, più che un mondiale, dove manca soprattutto il rispetto per chi lavora e investe, ma, ancora di più, per i ragazzini che danno la vita per l’opportunità, spesso unica, di partecipare a un mondiale. Personalmente inserirei un limite anche al costo della moto: le jap, in versione corsa, oscillano fra i 10 e gli 11 mila euro, la “kappa” raggiunge i 20, con soli 500 pezzi disponibili per il mercato anziché le 2.000 moto previste come per tutte le classi derivate dalla serie. C’è una deroga, ovviamente, che le consente di correre ed è l’unica moto da corsa “vera”. L’errore sarebbe farla diventare la copia povera della Moto3. Continua a leggere