IL MEZZO SECONDO DELLA DOMENICA

Sembra di essere tornati ai tempi in cui “giocava” contro Gibernau, Ukawa e Barros. Valentino Rossi, in quel periodo, ha sempre corso gare vivaci e furbe, rendendole spettacolari per quel po’ di margine che riusciva spesso a conservare fino alla fine: partiva dietro e poi vinceva. E’ stato un periodo epico per lui e per lo spettacolo, ricordo ancora i titoli sui giornali che evidenziavano la capacità di risolvere i problemi della messa a punto della sua moto soltanto nel warm up. La sensazione è di essere tornati ai tempi del “coniglio nel cappello” della domenica del 46, perché quel mezzo secondo guadagnato sul ritmo in Argentina dopo prove e warm up disastrosi, ha del fenomenale. Se non fosse un campionato monogomma penserei al pneumatico “su misura”, come si usava una volta quando era legittimo costruirlo; era l’unica componente tecnica della moto che poteva dare tanto vantaggio a un pilota. Per eliminare i dubbi di chi continua a mal pensare credo che Michelin dovrebbe lasciare scegliere liberamente le gomme ai team facendo “pescare nel mucchio”, anziché consegnarle specificatamente a ogni box, ma sarà possibile tecnicamente ? Continua a leggere

LORENZO VUOLE BIAGGI AL SUO FIANCO

foto IPP/marco guidetti misano adriatico 16-09-2012 motociclismo gran premio di san marino gara classe motogp nella foto max biaggi scherza con jorge lorenzoDopo Rossi-Cadalora potrebbe prendere forma la nuova coppia Lorenzo-Biaggi. Tra Max e Jorge c’è una bella relazione di amicizia che avrebbe i presupposti per trasformarsi in una collaborazione tecnica. Il campione del mondo MotoGP pare voglia il Corsaro al suo fianco in questa stagione. Una figura tecnica complementare a quella del pilota, rappresenterebbe una sorta di terzo occhio per il maiorchino. Max ha talento e passione e, soprattutto, non ha mai lasciato il mondo delle corse. Classe ’71 per Biaggi, ha disputato lo scorso anno le ultime gare della carriera nel campionato del mondo SBK; classe ’63 invece per Cadalora e un percorso sportivo terminato nel 2000 senza mai aver conosciuto la MotoGP in gara. Per anni è rimasto fuori dall’ambiente e, come molti di noi, le corse le ha solo viste in televisione. La freschezza di un pilota incide indubbiamente sulla puntualità delle informazioni che possono pervenire dall’esterno. Max e Jorge hanno anche uno stile di guida simile, c’è quindi sintonia. E che il romano sia un professionista del motociclismo, lo dice chiunque abbia lavorato insieme a lui, persino chi non lo ama riconosce la sua dedizione al lavoro all’ennesima potenza. L’impressione è diversa analizzando la coppia Rossi-Cadalora. Innanzitutto viene spontaneo domandarsi che cosa potrebbe avere ancora da imparare un pilota con 9 titoli mondiali all’attivo, alla soglia dei 40 anni, che tutto ha vinto in carriera. Cadalora è un ex campione che sta rispolverando l’occhio clinico per un fine di enorme responsabilità (cioè “consigliare” Valentino) e che sta provando ad ambientarsi alla nuova era MotoGP, che non conosce fino alla pancia. Continua a leggere

ROSSI, LORENZO E IL “CAVALIER SERVENTE”

Movistar Yamaha's Spanish rider Jorge Lorenzo (L) and Repsol Honda's Spanish rider Marc Marquez ride during the MotoGP motorcycling race at the Valencia Grand Prix at Ricardo Tormo racetrack in Cheste, near Valencia on November 8, 2015.    AFP PHOTO / JAVIER SORIANOTroppo alta la posta in palio perché Valencia possa offrire un’interpretazione sportiva a senso unico. Il duello Rossi-Lorenzo è diventato ben presto Italia-Spagna e di “cavalier servente” se n’è visto più d’uno. Certo, ogni servitore ha avuto una posizione strategica più o meno influente, ci avranno pur maledetto gli spagnoli per la collaborazione che Pirro, Petrucci, Dovizioso hanno offerto a Rossi aprendo portoni e cancelli alla sua rimonta, una generosità prevista pure dalle intenzioni di Iannone, dichiarando pubblicamente l’alleanza al 46 dopo Sepang. In questo confronto il nostro generale Valentino e la sua squadra di piloti alleati hanno perso contro la Spagna. Fa effetto parlare di gioco di squadra in uno sport individuale come il motociclismo, ma credo che Rossi e Marquez, pur distanti nell’età e nell’esperienza, siano gli unici a governare il palcoscenico della MotoGP per forte personalità, attributi, capacità comunicativa e simpatia, oltre ad essere maestri dello spettacolo in pista e grandi campioni. Al punto che Lorenzo, pur vincente, non entra in gioco in questo show esplosivo dedicato ai più forti. Continua a leggere

ROSSI “GIOCA” COME A 14 ANNI

Movistar Yamaha MotoGP rider Valentino Rossi of Italy rides his bike during a warm-up session before the MotoGP Japanese Grand Prix in Motegi, Tochigi prefecture on October 11, 2015. AFP PHOTO / KAZUHIRO NOGIPer riuscire bene in un mestiere come quello del pilota, occorre sapersi divertire, senza mai perdere di vista il piacere derivato dalla guida. Al contrario, un’accentuata aspettativa nei risultati porta solo sofferenza, perchè in carriera sono più le sconfitte delle vittorie. Penso quindi alla nuova serenità di Pedrosa, conquistata nel momento in cui non aveva più niente da perdere, arrivando forse a un passo dal ritiro per problemi fisici: eccolo tornato quel talento che era in 125 e 250. Penso a tutti quei piloti che, una volta inseriti nella squadra ufficiale, si sono persi per strada, un po’ come Ben Spies, provocandosi una pressione eccessiva che li teneva lontani dal piacere di guidare la moto. Quelli che mettono il risultato davanti a tutto, prima ancora del gioco e del divertimento che offre uno sport come il motociclismo, sono soggetti più fragili, con una carriera che si accorcia in proporzione alla pressione sofferta. Penso a Manuel Poggiali e a Casey Stoner, ma di esempi ce ne sono, ahimé, anche fra gli esordienti. Non mi sorprendo che Lorenzo, cioé il pilota attualmente più veloce della MotoGP, stia in realtà patendo il suo compagno rivale. Il suo difetto ? Non digerire la sconfitta. Continua a leggere

LA “MITO” DEI CAMPIONI

ImmagineLa Cagiva Mito 125 di un tempo, affascina ancora oggi. Stiamo parlando di una moto che ha più di vent’anni di storia. Con grande sorpresa, l’altro giorno ho conosciuto un gruppo di ragazzi, con la metà dei miei anni, dedicarsi anima e corpo a una moto che per loro poteva essere solo un ricordo fra tanti vecchi 125 a due tempi. Negli anni d’oro, quelli della Sport Production, la Mito è stata guidata da tantissimi piloti poi approdati al mondiale: Vittoriano Guareschi, Franco Battaini, Andrea Ballerini, Giovanni Bussei, Diego Giugovaz e ce ne sarebbero molti altri da citare, ma ovviamente il pilota più emblematico rimane Valentino Rossi, che nel 1994 ottenne il titolo italiano con la versione sponsorizzata Lucky Explorer. E so che pure lui sta trattando da tempo con Claudio Lusuardi per avere la sua vecchia Mito nella propria collezione. Prezzo ? Continua a leggere